“C” risiamo : l’opinione di Rino La Forgia

Rino La Forgia

“C” risiamo :  l’opinione di Rino La Forgia

I “CAPATOSTA”: tra Felleca e Pintus, la serie C

Grazie al periodo estivo (e purtroppo al Covid e alla giustizia sportiva) abbiamo approfittato per “rigenerarci”, anche perchè le diatribe tra i soci del Foggia e/o tra questi ultimi ed il sindaco, francamente hanno tutt’altro che dato spunti edificanti. Tant’è che a tutt’oggi restiamo affacciati alla finestra in attesa degli eventi, dentro e fuori dal campo.
Sui contrasti Pintus-Felleca non possiamo, non vogliamo esprimerci perchè a noi interessa il bene del Foggia, perchè non abbiamo elementi certi per puntare il dito su qualcuno. Fino a prova contraria son persone degne della massima stima, non foss’altro perchè unirono le forze per salvare il calcio a Foggia e perchè hanno raggiunto il traguardo prefissato. Chiaro sia che delle idee me le son fatte, come tutti, e volendo fare delle forzature emerge piuttosto il fatto che almeno caratterialmente e nei modi di fare sono piuttosto diversi tra loro. Pirotecnico, istintivo e votato ai social, ma anche preparato riguardo all’aspetto puramente tecnico sulla materia calcistica, Felleca. Misurata, dai modi quasi da chioccia, capace dal punto di vista amministrativo e meno propensa ad avere a tutti i costi il consenso della folla, la Pintus. Due personaggi comunque “capatosta” come si dice dalle nostre parti, tipico dei sardi (popolo da sempre nelle mie simpatie), che se uniti possono fare le fortune dove mettono mani, ma se hanno dei contrasti, il signore ce ne scampi…
Siamo dunque affacciati alla finestra perchè l’auspicata serie C speriamo porti ad un chiarimento tra le parti.

BITONTO: “chi è causa del suo mal…”

Dunque sembrerebbe serie C (uso il condizionale perchè il calcio foggiano semmai ha ricevuto più calci che altro) ed il pensiero d’obbligo va alle vicende del Bitonto.
Formazione, sia chiaro, che ha meritato la posizione in classifica, mentre lascio da parte i se e i ma relativi al fatto che dovevamo incontrarla in casa o che la nostra rosa a disposizione era più ampia rispetto ai nostri diretti avversari, e comunque sul fatto che il campionato lo avremmo vinto a mani basse. Manca la controprova e dunque tutte le ipotesi restano e resteranno tali. Relativamente all’ambiente bitontino continuo invece a non comprendere l’astio nei confronti di chi legittimamente attendeva l’esito della vicenda incriminata. Alla fine se sono emerse determinate accuse, sarà mica colpa dei satanelli? A parti invertite come ci si sarebbe comportati?

Ed infine a benficiarne è stato il Foggia, ma cosa dovrebbero dire compagini che nell’annata calcistica in questione hanno pagato più di tutti (Cerignola)? Dunque sembrando l’illecito evidente, ai bitontini dovrebbe interessare poco chi ha tratto benefici. Come detto ha subito tanto il Cerignola, è indubbio, ma se la giustizia fosse stata fatta nei tempi giusti, probabilmente la squadra barese avrebbe dovuto fare a meno di un certo Patierno, ad esempio, vero punto di forza del campionato appena terminato e pur essendo partita l’indagine in tempi non sospetti. Diciamo dunque che anche il Foggia avrebbe dovuto riscuotere dei crediti. Ed in ogni caso sono solidale con i tifosi baresi, perchè essere traditi dai propri beniamini è il peggio che possa succedere. Evitate dunque amici bitontini di spostare il mirino verso la Daunia, ma cercate in casa vostra. Con sincero affetto…

Un ultimo caffè… con DON PASQUALE

Dicevamo che ci siamo concessi una lunga pausa, anche perchè di calcio giocato…, chissà quando. Ma a regime, eccome se ne parleremo.
Nella realtà lo stimolo a qualche considerazione me l’ha suggerita la perdita di don Pasquale, personaggio che ha creato nel sottoscritto fortissime emozioni (calcistiche) dal sapore agro-dolce e che non ho avuto mai il piacere di conoscere, creandomi un certo rammarico.
Caro Don, avrei voluto averti di fronte davanti ad una tazzina di caffè per chiederti tante cose e tanti perchè.
Mi hai fatto arrabbiare anche nel periodo di massimo splendore quando a seguito della contestazione dei tifosi (per intenderci, episodio delle porte segate) dicesti che stando così le cose il Foggia potevi pure vederlo solo tu e la tua famiglia. Quando alla guida della Salernitana la tua squadra giocò la partita della vita contro un Foggia alla disperata ricerca della salvezza (ci mettemmo 19 lunghi anni a riprenderci), pur non avendo nulla da chiedere con una promozione ormai in tasca. Rabbia quando il Casillo 2.0 fece in modo da mettere all’angolo la società capeggiata da Capobianco (l’unica società, a mio avviso, che dopo zemanlandia 1.0 fece qualcosa di buono ma con un destino parecchio avverso, vedi Avellino con Rivaldo e Cremona con Temelin). Un’avventura che ricreò forte entusiasmo anche per il ritorno del “maestro”. Poi i si dice si sprecarono. Calciatori che tiravano indietro la gamba, impossibilità del patron ad accontentare un briciolo di richieste di Zeman? Vallo a capire. Da un certo momento in poi arrabbiato perchè un Foggia travestito da Pescara fece meraviglie fino ad arrivare alla massima serie e lanciare fior di calciatori. E noi? Noi ridotti ad elemosinare persino sul numero di abbonamenti così da garantirci l’iscrizione. Però son certo che davanti al citato caffè avresti potuto in due battute stemperare la mia amarezza.

Che dire, sei persino riuscito a spaventarmi (ancora adesso ho i brividi) quando sollevasti il frugoletto che avevi in braccio, in segno di gioia, sotto le pale dell’elicottero al centro del terreno di gioco dopo la trasferta di Trapani (contro il Palermo).
Che dirti caro don (e scusami se ti do del tu), però tu hai fatto tanto, tantissimo per i nostri colori. Caro don con te va via una parte di romanticismo che ancora era rimasta nel calcio, ormai quasi assente nei sentimenti. Personaggi del calibro dei Rozzi, giusto per citarne uno, personaggi coloriti che col proprio carisma hanno alimentato le fantasie e gli entusiasmi dei tifosi. Don Pasquale, anche da lassù ed insieme ai Fesce e ai Rosa Rosa, guida quella che è stata la tua creatura. Così come mi piace credere che questa nuova categoria (serie C), sia stato un tuo regalo prima di congedarti. Sul Casillo extra calcio parlano poi i fatti: tanto lavoro per i foggiani, umiltà e sensibilità anche verso gli “ultimi”. Del resto anche le recenti esternazioni del tuo Gennaro fanno ben comprendere che gran persona dovevi essere.

Concludo rivolgendo un caro saluto ai tifosi e a tutti coloro che si adopereranno affinchè almeno nel calcio ci prendiamo qualche soddisfazione. O preferite una Pec (sorrido), visto che son di moda? F. F.

Rino La Forgia