Il Capitano Agnelli parla a cuore aperto: “Non si può parlare di serie A l’anno prima e poi sparire. Questa è follia!”

Il Capitano Cristian Agnelli parla a cuore aperto, senza peli sulla lingua, della situazione attuale del Foggia analizzando quello che è stato il campionato ma anche il probabile futuro personale e della sua squadra. “Non ci sono scuse che tengono per non essere riusciti a centrare l’obiettivo salvezza. – ha esordito Agnelli – Di sicuro il gruppo non ha avuto la giusta cattiveria, forza e coesione. Ci tengo però a precisare che senza la penalizzazione ci saremmo salvati ed probabilmente avremmo giocato un altro campionato. Alla fine, secondo me, è giusto analizzare tutto non solo il campo, è giusto dire che dopo Verona meritavamo i play-out sul campo e meritavamo anche il ripescaggio, come oggi lo merita il Padova o il Venezia. Ci sono tante situazioni che sono iniziate male e sono finite peggio ma si poteva aggiustare, con l’iscrizione e con il ripescaggio, una stagione intera che per noi è stata fallimentare come squadra. Eravamo un gruppo nuovo, forte sì ma che probabilmente doveva essere indirizzato dalla società, invece siamo stati lasciati soli”. Il Capitano parla con rabbia e con delusione della stagione appena conclusa. “E’ stata un’annata terribile, la peggiore della mia vita. L’ho vissuta così forse perchè sono foggiano o perchè sono il capitano ma anche perchè non volevo, nella mia storia calcistica con il Foggia, provare una retrocessione ed invece è successo e probabilmente, non c’è ancora un’istanza di fallimento, anche fallito con il Foggia dal calcio professionistico. Dopo tutte le annate importanti questa è stata pesante e sono ancora preso, confuso, arrabbiato e deluso”. Tanti i sentimenti che prova Agnelli in questo momento e lo si nota mentre parla, dal suo tono di voce sempre deciso e mai titubante su quello che deve dire. Ma come tutti non avrebbe mai immaginato che il Foggia potesse sparire dal calcio professionistico, non aveva avuto un sentore lui che vive il Foggia da dentro. “Non avrei mai immaginato che la società potesse lasciare il Foggia così all’improvviso. Ad un certo punto noi squadra ci siamo uniti ed abbiamo trovato un unico pensiero che era la salvezza scommettendo personalmente anche a livello economico su questo risultato. Ci siamo detti che la salvezza era l’unico obiettivo che è stato posto davanti a tutto anche ai soldi. Molti ci recriminano perchè è mancato il risultato ma garantisco che il gruppo, da questo punto di vista, si è dato un unico obiettivo. Sapevamo che potevamo vivere dei momenti difficili ma non di mancare l’iscrizione e sparire dal calcio professionistico. Non si può fallire per due o tre milioni, non la vedo logica come cosa anche perchè il Foggia ha un parco giocatori incredibile e quindi facendo lo sforzo di iscriversi al campionato penso che con un pò di chiarezza, cosa che non c’è mai stata quest’anno, si poteva tranquillamente ridimensionare la squadra, vendendo anche qualche giocatore, per risolvere le problematiche di questa annata e della società. Non l’ho vista giusta questa decisione e non riesco a digerirla perchè è stata una cosa che ha spiazzato tutti, anche noi giocatori, perchè la chiarezza non è che non c’è stata fuori ma prima di tutto è mancata dentro. Se avessimo saputo prima di questa situazione sono stra convinto che Foggia si sarebbe mossa per salvare la società e per dare una mano. Dispiace ancora di più oltre alla mancanza di chiarezza non sia stato interpellato nessuno”. Parole forti quelle del Capitano che analizza questi sette anni in cui il Foggia non ha mai avuto una società stabile con programmi precisi. “Il calcio è bello anche perchè si vince e si perde altrimenti diventeremmo degli ossessionati di vittorie e non è quello che fa bene al calcio. Va bene perdere ma non sparire questo è quello che non ci auguravamo mai. In sette anni sono cambiate varie società e siamo ancora ai livelli di 20 anni fa, non abbiamo un campo sportivo e c’è gente che non mette le radici. E’ vero che il calcio porta via tanti soldi ma va programmato per bene. Ad esempio ci sono squadre di piccolo blasone con presidenti che guadagnano con il calcio perchè lo fanno in un determinato modo, con investimenti giusti e con la programmazione adeguata. Non si può parlare di serie A l’anno prima e poi sparire, questa è follia pura. Penso che la mia rabbia, e soprattutto quella dei tifosi, è proprio questa, non si può non avere chiarezza e non avere una programmazione. Da questo punto di vista possiamo dire tutto quello che vogliamo, che il gruppo doveva essere più coeso, ma non si può sparire è follia, vuol dire che ci poteva essere qualcosa di premeditato, c’è qualcosa che fa male al calcio. E queste sono le conseguenze che poi subiscono i tifosi e che subisce una piazza come Foggia che pochi in Italia possono vantare di avere: i tifosi, il blasone, l’orgoglio, la passione che hanno i foggiani non ce l’ha nessuno”. Come Capitano, ma soprattutto come tifoso, Agnelli si chiede quale sarà il futuro del Foggia e spera che la squadra possa almeno ripartire dalla serie D. “La rabbia è dettata dalla confusione di non capire cosa accadrà adesso. Si attenderà qualche data importante, il sindaco Landella si è già mosso e ha racimolato qualche soldino quindi vuol dire che a Foggia si può fare qualcosa. Bisogna poi ripartire e ci auguriamo dalla serie D perchè partire dall’eccellenza sarebbe una cosa gravissima ed inaudita. Almeno la serie D il Foggia la merita con l’augurio di trovare presidenti che mettano le radici e la basi per fondare un Foggia importante perchè non si parla di serie A soltanto perchè è una categoria bella ma si deve parlare di serie A quando le cose vengono programmate”. Ma è tempo di pensare anche ad Agnelli calciatore ed al suo futuro che potrebbe essere legato ancora al Foggia ma anche altrove. “Il mio futuro è legato a quello del Foggia, ho avuto qualche contatto da altre squadre ma a tutti ho risposto che è ancora troppo presto perchè il Foggia vive momenti incredibili e non mi va di pensare ad Agnelli lontano dal Foggia. Non nascondo che quest’anno alla fine del campionato speravo nella salvezza perchè avevo deciso di andare via da qui. Per me è stata un’annata complicata anche a livello personale, ho subito tante critiche e sulla mia pelle ho avuto la sensazione che la gente ne avesse avuto abbastanza di me. Ho sempre detto che giocare ed indossare la maglia del Foggia è qualcosa che vale più della Nazionale in qualsiasi categoria e l’ho dimostrato, non c’è bisogno di dirlo che potrei dimostrarlo ancora. In questo momento non mi sento di lasciare il Foggia però ci sono tante altre cose che vanno valutate perchè ho una famiglia con due figli quindi, al di là del Foggia, devo pensare anche un pochino a me”. Infine si rivolge ai tifosi, lui che lo è più di tutti, che stanno vivendo questo momento tragico per il Foggia Calcio. “Da Capitano, foggiano e calciatore del Foggia ho sempre avvertito la stessa sensazione in qualsiasi categoria, in qualunque partita che poteva valere tre punti, una salvezza, vittoria di un campionato o niente, ho vissuto le stesse emozioni e la stessa passione anche quando indossavo le scarpette per allenarmi. Mi assumo sul campo la piena responsabilità di quello che è accaduto perchè ci sono stato tutti i giorni. Penso di essere di più del miglior tifoso o del miglior ultras del Foggia perchè in sette anni non ho saltato una partita, anche con squalifiche o infortuni, ho sempre assistito alla partita del Foggia. Mi viene da chiedere scusa per il campionato ma mi auguro che il Foggia possa riprendersi in mano tutto, con o senza Agnelli, ma esclusivamente per la passione che ha per quello che riesce a regalare in giro per l’Italia che è qualcosa di fantastico”.

Tiziana Cuttano

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