IL FOGGIA È ORGOGLIO E STORIA, DI VOI NON C’È MEMORIA!

Friedrich Nietzsche sosteneva che nelle difficoltà estreme un uomo riesce a trovare una forza interiore di cui spesso non conosce l’esistenza. Da qui il celebre aforisma: “Ció che non mi uccide mi fortifica!” Il Foggia, da quel maledetto 24 gennaio di quest’anno (con l’arresto clamoroso di Fedele Sannella), stanno provando ad ucciderlo in tutti i modi. I media, le squadre avversarie, le Prefetture, gli arbitri, la Procura della Repubblica, la Lega, la Procura Federale, persino Senatori della Repubblica in cerca di facili “captatio benevolentiae” da parte di amici degli amici (a Frosinone come a Chiavari) con surreali interrogazioni parlamentari. Ci hanno commissariato, ci hanno tolto due milioni di euro di mutualità, hanno chiesto la nostra retrocessione, ci hanno massacrato di punti di penalizzazione, hanno squalificato per anni i Sannella, squalificato i calciatori coinvolti, ma siamo rimasti in piedi, come e più di prima rilanciando con “Capitan Nember” un progetto vincente per i prossimi due anni. Ma la resilienza della società e di tutti i tifosi ha superato ogni limite quando stamattina, sui social e su whatsapp, è cominciata a circolare una registrazione del presidente dell’Entella, Antonio Gozzi, che da buttare fango sul Foggia e su Foggia, nonostante gli avvertimenti del nostro Sindaco a tornare a più miti consigli, è passato direttamente alle diffamazioni. Incredibile la violenza verbale con la quale l’imprenditore ligure ha tacciato la società del Foggia come un’associazione a delinquere e i suoi dirigenti come veri e propri malfattori, dimenticando i proscioglimenti in tutte le sedi delle posizioni di Fares (Presidente) e di Delli Santi (Amministratore Delegato) della società, e soprattutto ignorando ogni cautela riguardo alla presunzione di innocenza dello stesso Fedele Sannella, ancora in attesa di un rinvio a giudizio per le accuse di riciclaggio. Per il “signor” Gozzi, arrestato due anni fa con l’accusa di corruzione, le carte della Procura di Milano e di quella Federale sono “vangelo puro”, verità scolpite nella pietra, non accuse, ma sentenze contro il Foggia e i suoi tesserati. Il club di Viale Ofanto per Gozzi sarebbe in mano alla criminalità organizzata, riciclerebbe milioni su milioni provenienti da attività illecite, falserebbe campionati. Farneticazioni di un uomo in chiara “trance agonistica”, che si stà aggrappando alle funi del cielo per mantenere in serie B una squadra che la serie B l’ha ampiamente persa sul campo. Talmente in trance da non aver ritegno neppure nel dire eclatanti falsità come quella che il Foggia sarebbe stato commissariato per un anno (contro i sei mesi ordinati dalla Procura milanese) e che Kragl l’avremmo comprato a suon di milioni (ovviamente riciclati) in barba a fideiussioni non prestate (tutti sappiamo che il tedesco era in prestito gratuito con diritto di riscatto). Ora di due una: o la registrazione è un falso del “simpatico” Stefano Bucci, o se è autentica mi chiedo come non siano ancora partite le querele. Per adesso ci ha pensato l’editore di Mitico Channel (Biagio Porricelli) a trasmettere alla Procura Federale le dichiarazioni del patron dell’Entella, ma ci attendiamo che adesso sia dal Comune che dalla società si muova qualcosa perchè non abbiamo più “altre guance” da porgere e qualche schiaffo sarebbe bene rimandarlo al mittente.

Intanto oggi, ancora a dimostrazione che Foggia e i foggiani hanno una fede e una passione immarcescibili, è comparso uno striscione che dice tutto sul rapporto straordinario tra i tifosi e la loro squadra. Uno striscione che assicura vicinanza alla maglia in ogni avversità (intanto più di 2.000 abbonamenti sottoscritti in una settimana senza nemmeno la certezza che si giocherà in serie B). Ma c’è uno striscione che “simbolicamente” mi piacerebbe che qualcuno attaccasse di fronte all’abitazione del “signor” Antonio Gozzi a Chiavari. “Simbolicamente” perchè c’è il daspo per chi attacca striscioni non autorizzati. Mi piacerebbe uno striscione con su scritto, nero su bianco (non ce ne vogliano gli incolpevoli tifosi dell’Entella): “IL FOGGIA È ORGOGLIO E STORIA, DI VOI NON C’È MEMORIA!

Francesco Bacchieri