L’opinione di Rino La Forgia su Foggia-Verona, la partita che non vedi
Ciò che ha espresso il Foggia in campo lo abbiamo visto un pò tutti. Intanto una formazione che, sia pur con le lacune risapute in alcuni reparti sommata poi alle assenze forzate, era auspicata un pò da tutti. Magari la sorpresa era dovuta all’inserimento dell’olandese Noppert in campo dal primo minuto, magari per valutarlo anche in attesa del prossimo calciomercato.
Ma ciò che non si è visto e sentito, per chi non era presente allo stadio, era il clima che si respirava all’interno del catino dello Zaccheria, inteso come campo di gioco e spalti. Sì è avuto da subito la sensazione di due entità che si vogliono bene, ma che si son fatti dei torti, un pò come due fidanzati che sono arrabbiati tra di loro, ma che non vedevano l’ora di riappacificarsi. Ed è stato questo il tema dominante dell’intera gara che è iniziata in assenza del solito tifo delle curve, che hanno così voluto rammentare in particolare le ultime due sciagurate prestazioni. Così che i primi minuti son scivolati via tra fischi di paura sulle incursioni venete e alcune grida di incitamento per azioni dei satanelli. Fischi (di liberazione) al 4′ quando veniva pescato Pazzini in fuorigioco, ma già le corde vocali iniziavano ad essere stimolate sia pur con un “solo per la maglia”. Ma si sapeva che la riappacificazione era ormai vicina (del resto rinunciare alla braciola sia pur per il Foggia, non è cosa da poco), anche perchè ci hanno pensato i ‘simpaticissimi’ supporter scaligeri a sfruculiare i tifosi locali, dando il là a partire dal 12′ a riscaldare il tifo, prima della Nord e successivamente della Sud. Due minuti dopo il gol di Pazzini, e da lì credo che la partita, sia nella testa dei tifosi che dei giocatori, non poteva essere persa. Scoppia dunque la pace tra le parti e da lì i supporter davano linfa ai propri beniamini e viceversa. Giocatori che continuamente si davano il cinque e che si incoraggiavano tra di loro (scene che vorremmo vedere sempre). Tifosi che aumentavano i decibel e che davano benzina ai ragazzi in campo. Non si spiega, infatti, come una condizione fisica, ritenuta alla viglia addirittura pietosa, abbia permesso di reggere tanto e che addirittura abbia costretto i veronesi negli ultimi minuti di gioco a fare le barricate. Ma andiamo oltre, pareggio del Foggia al 30′ dopo un liscio di Caracciolo (disastrosa partita considerando il successivo fallo da rigore) e poco prima della pausa erroraccio di Noppert pronto all’assist al sudcoreano Lee utile a vanificare gli sforzi rossoneri. Nella ripresa al 57′ episodio che poteva forse cambiare tutto, la rete annullata ingiustamente a Iemmello. Poteva cambiare perchè poi il calcio di rigore successivo l’ha voluto calciare lo stesso attaccante, ma si vedeva lontano un miglio che voleva ‘riappropriarsi’ della rete ingiustamente annullata. Purtroppo in quella situazione mentale, non propriamente serena, il risultato può essere ciò che poi si è verificato. Tiro centrale nelle braccia del portiere avversario. Qui credo che il nostro giocatore abbia sbagliato, poichè Pietro Iemmello, almeno a noi, non doveva dimostrare nulla e dunque in quella condizione mentale poteva soprassedere e cedere la sfera a qualcun’altro (i tiratori non ci mancano di sicuro). Al 73′ il pareggio di Gerbo (per la serie se non ha il piede caldo Oliver, ci pensa lui) che stabilisce il punteggio finale. A proposito, non sarebbe il caso di piazzare questi ultimi due sui calci piazzati, vuoi per disorientare la difesa avversaria, vuoi perchè mentre tutti aspettano il tiro del tedesco? Ma non è tutto perchè il Verona oltre ad essere stato graziato da un penalty tirato in modo disgraziato, dovrà faticare negli ultimi minuti a portare almeno il pareggio a casa. Tra l’altro con l’ingresso di Empereur pensavo che loro avrebbero a breve giocato in inferiorità numerica, ma evidentemente il ‘forte’ difensore quest’anno non aveva impegni in Brasile per le vacanze. Che dire, vorremmo sempre un Foggia così, almeno a livello di cuore. Così tutto dimenticato circa le precedenti prestazioni? Non scherziamo, non può una partita sia pur vissuta come abbiamo descritto, risolvere i problemi che sin son registrati fin qua. E’ innegabile che la mano di Padalino si inizia a vedere, ma noi dobbiamo pensare a salvarci e dunque serve migliorare il migliorabile. Da oggi non si scherza.
La partita che non vedi, o meglio, che vedi con certi occhi, specie quelli di colore gialloblù. Mi riferisco al fatto che mi sono ‘sorbito’ a freddo i collegamenti in studio di alcune tv veronesi mentre era in corso la partita e francamente son rimasto allucinato. Premesso che non si vuol alimentare odio, seppur sportivo, ma di sicuro si vogliono contestare certe espressioni usate. Esistono modi civili non solo nei comportamenti, ma anche nei toni e soprattutto seduti sulle poltrone davanti ad un monitor. Intanto dallo studio sembrava che i veneti andassero a giocare in Afghanistan con tanto di elmetto, ho sentito parlare di caccia all’uomo, di partita irregolare con tanto di auspicabile richiesta di ricorso. Ho sentito di giocatori che si rifiutavano di giocare e il commento è stato: “perchè se qualcuno vuole sparare, tu cosa fai?” Ho sentito di un arbitro condizionato dall’ambiente: per fortuna io ho visto un Pazzini che cercava dal primo minuto di condizionare il direttore di gara (giustamente ammonito all’ennesima lamentela). Come non bastasse poi persino ironie su Noppert e Iemmello (l’auspicio che quest’ultimo replichi come sa fare sul campo al ritorno). A mio avviso, invece, Foggia-Verona è stato uno spot per il calcio, dove è stato messo in campo un gioco maschio, con tanta intensità e determinazione, cosa a cui i Veronesi evidentemente sono poco abituati. Del resto se proprio dovessi scrivere corbellerie, faccio riferimento ai dati statistici a favore del Foggia: tiri 15 a 8, tiri in porta 9 a 4, corner 7 a 2, possesso palla 37 a 30 circa. Di che parliamo? Se poi addirittura vogliamo rilevare le cose che nulla hanno a che fare col calcio giocato, devo dire che specie le continue lamentele a bordo campo a me hanno ricordato piuttosto un Gattuso travestito da Grosso. Mettiamoci dunque una pietra sopra e soprattutto gli amici veronesi smettessero di fare le vittime (ma non era una prerogativa di noi terroni?) e comprendano che dal punto di vista sportivo, considerando la rosa, dovrebbero essere in A da un pezzo. Dovrebbero, inoltre, rammentare nel corso degli anni i tanti episodi negativi che li hanno visti sempre protagonisti (anche dopo Foggia dovranno mettere mani al portafogli per le multe comminate). Ma del resto cosa vuoi far comprendere se per loro quelli del Chievo (quartiere veronese) addirittura son peggio dei terroni?
Tornando agli interventi in studio, solo alla fine ammetteranno che il Foggia è una gran bella squadra. Deo gratias
Calciomercato: non ancora inizia e potremmo fare 3 squadre nuove di zecca relativamente ai nomi che circolano. Siamo alle solite e come al solito quando girerà la voce che vuole accostare al Foggia il nome di Ronaldo, significa che ormai siamo alla frutta. Ma questa è un’altra storia. Buon 2019 a tutti i rossoneri. F.f.
Rino La Forgia
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