M’arrecòrde/ Il calcio si ferma per un’emergenza sanitaria: ma per il Foggia non è la prima volta

E così, abbiamo passato una domenica senza calcio, senza la partita del Foggia, rinviata, non si sa a quando, a causa del diffondersi dell’epidemia del Corona virus. E’ una sensazione strana, quasi surreale, che non avremmo creduto di vivere nel 2020, quella che noi tutti proviamo nell’assistere all’interruzione di tutte le attività ludico-ricreative, come lo sport, che però meglio offrono la misura della quotidianità, con le sue normali abitudini, e di quelle essenziali nella vita della società, come la scuola o le prossime consultazioni elettorali.

Tuttavia, i “non più giovanissimi”, come chi scrive, possono rovistare nei cassetti della memoria e riavvolgere il nastro al settembre 1973. Anche allora, l’Italia fu vittima di un’epidemia, quella volta del più tradizionale e meno pericoloso colera, causata, probabilmente, dal consumo di frutti di mare crudi, che colpì le zone costiere del meridione (non ci giurerei, ma gli odiosi cori a tema colera rivoltici dalle tifoserie settentrionali presero piede da allora). Anche allora, panico incontrollato (ricordo una lunghissima fila di persone sotto il sole per vaccinarsi, all’ambulatorio di Via Ascoli, ed io tra loro, a 9 anni con i miei genitori), quando poi, alla resa dei conti, in provincia di Foggia morì solo una donna. Anche allora, scuole chiuse, per quasi tutto il mese di ottobre, e l’alunno della scuola elementare ‘San Giovanni Bosco’ che ero ricorda ancora la circostanza con … siamo sinceri, un certo piacere ! (le lezioni via web erano decisamente di là da venire).

Ed anche allora, molte partite di calcio furono rinviate, non per decisione della Lega, ma per l’esplicito rifiuto di alcune squadre del Nord a scendere nelle zone dell’epidemia (per altro, non sottoposte a quarantena) per disputare le partite in programma. Non poteva certo mancare a questo poco lusinghiero appello la solita, impresentabile Juventus, che chiese ed ottenne, pro domo sua, di rinviare il match di Coppa Italia fissato per il 9 settembre. La partita venne poi recuperata il 7 novembre 1973, e la vittoria di misura (1 – 0) consentì ai bianconeri, con gli altri risultati già acquisiti, di qualificarsi. Il Foggia, già eliminato (il primo turno si disputava allora con gironi all’italiana), preferì concentrarsi sul campionato (di Serie A) e schierò in quel recupero infrasettimanale una formazione largamente sperimentale, che vide nel secondo tempo l’ingresso del secondo portiere Giacinti e del giovanissimo Renzo Nedalini, mai più utilizzato in prima squadra, nonostante la sua figurina campeggiasse, come si può notare, nella rosa dell’album Panini.

Questo il tabellino:

Foggia: Trentini (46’ Giacinti); Cimenti, Colla; Pirazzini, Bruschini, Scorsa (46’ Nedalini); Pavone, Luigi Villa, Del Neri, Liguori, Golin (14° Colotti).

Juventus: Zoff; Marchetti, Longobucco; Furino, Spinosi, Salvadore; Causio, Cuccureddu (46’ Viola), Altafini, Capello, Musiello (12° Piloni, 13 Maggiora).

Arbitro: Cantelli di Firenze.

Rete: 42’ p.t. autorete di Liguori.

Note: pomeriggio nuvoloso, con vento; terreno in ottime condizioni. Spettatori presenti 10mila circa, paganti 9.369, per un incasso di 18.085.000. Doping: sorteggio negativo. Calci d’angolo 11-3 (3-0) per il Foggia.

La “solita” Juventus, dicevamo, che anche in quell’occasione poco importante non mancò di beneficiare di un episodio dubbio a nostro sfavore. Ricordiamolo dalla cronaca de La Gazzetta del Mezzogiorno.

Nel recupero di Coppa Italia le due squadre lasciano negli spogliatoi agonismo e grinta. Nella gara del “vogliamoci bene” il Foggia cade per un’autorete. Trentini messo fuori causa da una deviazione di Liguori su tiro piazzato di Altafini e che Cantelli ha fatto ripetere senza che ce ne fosse una plausibile ragione. Ma non crediamo proprio che Vycpalek (allenatore della Juventus, zio materno di Zdenek Zeman, ndr) abbia tratto validi motivi per rallegrarsi con la “vecchia signora” per questa prestazione piuttosto asmatica contro un Foggia che (scusate se è poco) mancava di Valente, Rognoni e Silvano Villa. Note positive per Giacinti e Nedalini. Vycpalek: E’ sempre un avversario forte.

 

Walter Guarini

 

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