Sembra Zeman, ma è Grassadonia

Sono ormai undici giorni che i ragazzi di Gianluca Grassadonia sudano le proverbiali sette camice sul verdissimo impianto sportivo di Ronzone. I carichi di lavoro sono importanti e la preparazione “a secco”, cioè senza palla, domina tutta la prima e l’ultima fase delle due sedute di allenamento quotidiane. Un lavoro impegnativo ma mirato anche (e soprattutto) a rinforzare la muscolatura con il fine di evitare gli infortuni in serie patiti nelle scorse stagioni. Oggi 26 luglio prima mezza giornata di riposo per “quasi” tutti i calciatori. Si allenano in pochi alla mattina, i meno impegnati ieri, con una seduta atletica leggera, tra questi Kragl e Gerbo, che avevano risentito di piccoli problemi muscolari di affaticamento ma che sembrano recuperati al 100%. Nel pomeriggio tutto torna “alla normalità”. Alle 17:00 in punto tutti in campo a seguire le indicazioni del Mister. Finalmente si vede un po’ più di rilassatezza tra le file rossonere e tutti sorridono e ammiccano alle indicazioni di un Grassadonia che appare anche lui più sereno. Prima parte di potenziamento e poi tutti dietro la palla a giocare partitelle a campo ridotto secondo vari temi tattici. Alla fine defaticamento e palestra per tutti. Sicuramente questi giorni insieme hanno cementato il rapporto tra giocatori e tecnico e la confidenza e la complicità fra tutti cresce col passare dei giorni. Se non fossimo nel 2018 (e non sentissimo parlare con una cadenza “salernitana” e non “ceca”) si potrebbe pensare di essere tornati ai tempi di Zeman a Campo Tures. Speriamo che la cosa sia di buon auspicio e che, sopratutto, porti agli stessi esaltanti risultati (vuoi vedere che rivedremo “ i nostri eroi” alle prese coi gradoni dello Zaccheria?)

Una ragazza come assistente
Camporese regista di centrocampo

 

 

 

 

 

 

Ma torniamo alla partita di ieri. Abbiamo letto qualche critica ingenerosa verso la squadra.

Rubin al tiro
Deli alla tre quarti

 

 

 

 

 

 

Ranieri imposta l’azione
Mazzeo impegnato in area

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gori supera il portiere
Loiacono al disimpegno
Floriano segna il 4-0 su rigore

Di sicuro c’è bisogno ancora di puntellare la rosa, oggi magari troppo giovane e inesperta, ma non si possono trarre indicazioni definitive da una gara preceduta da ben due allenamenti durissimi e giocata contro una formazione di serie D affatto scarsa e, evidentemente, più fresca atleticamente. Sugli spalti la “sorpresa” della presenza di Bergomi, campione del mondo disponibile con i tanti tifosi assiepati sulla tribunetta e attento osservatore di Carraro in particolare (ma ha speso buone parole anche per tutti gli under).
È finita 4-0, con Grassadonia a chiedere ancora ai rossoneri più applicazione ed attenzione ai suoi dettami tecnico/tattici. Hanno ruotato tutti, e a noi è piaciuto, tra gli altri, Cavallini, prodotto della nostra primavera, che anche se ha giocato pochi minuti ci ha ricordato Insigne per la facilità di tocco della palla. Non ce ne vogliano i vari Gori e Ranieri (titolari dall’inizio) ma il ragazzo è “nostro”, a differenza degli altri, e per questo lo abbiamo tenuto particolarmente d’occhio. Ne sentiremo parlare. Domani tutto come prima, altre due sedute di allenamento in vista poi delle ultime amichevoli di fine settimana prima del rompete le righe e del ritrovo a Foggia.

Il mercato? Nessuna nuova, ma dalla società ci informano che arriveranno rinforzi in tutti i ruoli, un paio anche di una certa esperienza e fama (aggiungiamo noi) anche per ridare slancio alla campagna abbonamenti. Intanto Nember da fondocampo alle domande sugli arrivi e le partenze ci risponde con un tranquillizzante occhiolino come a dire: “State sereni, ci penso io!” E se lo dice lui…

Per oggi è tutto. Alla prossima.

Francesco Bacchieri